• Redazione TheMeltinPop

LA LIGURIA SORRIDE. RITRATTO LIGURE IN VENTI RACCONTI


In copertina: "Tramonto ligure" di Gloria Fava olio e tecnica mista
"È la Liguria terra leggiadra". Leggiadra vuol dire piena di grazia, gentilezza ed eleganza insieme. Anche noi liguri siamo così. Abbiamo un'anima vellutata ed avvolgente. Siamo forti e teneri allo stesso tempo. Non si vede? Verissimo. Non amiamo le autocelebrazioni. Nel profondo però siamo uno spettacolo. Il nostro teatro ha pochi posti, per veri intenditori, bisogna prenotare in tempo.


Questo brano che avete appena letto è parte dell'introduzione scritta da Giacomo Lantrua per presentare un volume del tutto particolare, negli intenti e negli esiti.

"La Liguria sorride", antologia edita da Lo Studiolo e curata da Barbara Panelli e Marino Magliani, propone in venti racconti diverse interpretazioni di quello che, a torto o a ragione, secondo leggenda o realtà accertata, viene definito "lo spirito ligure". Nato da questa terra aspra, stretta fra mare e monti, carattere chiuso e ostico a difesa di un territorio difficile da vivere, eppure sorprendentemente ricco, il ligure mostra in questa raccolta il suo aspetto ironico, sagace, divertente e divertito. Si scopre in tutte le sue sfaccettature, in un'occasione rara rivela quello che è il suo sguardo sulla realtà, duro e realistico, certo, ma velato a tratti da una malinconia sorridente. Perché in fondo la Liguria, a seconda del punto da cui la si osserva, ha proprio la forma di un sorriso.


Per darvi un assaggio di quanto questo spirito ligure sia vivo e variegato, vi proponiamo nei nostri Racconti della domenica gli incipit di quattro dei venti racconti racchiusi nel volume.


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RISO AMARO FIN DE SIÈCLE

di Laura Guglielmi


Non sono un animale mattiniero, vivo la notte, leggo la notte, amo la notte e le sue strade deserte. Di notte ascolto il silenzio interrotto dal rumore dei miei passi che battono sul selciato. La notte è pausa e riposo, un riposo che non voglio perdere ma assaporare insieme a un sorso di vino. Mi perdo nella notte, mi cerco e mi ritrovo allacciata a un pensiero, un'emozione, un ricordo. La notte è per me, per me sola e per i miei quattro amici che si contendono le strade buie dei vicoli. Ascolto i gatti miagolare, osservo i semafori con il loro sguardo giallo, odoro i barboni che dormono sulle panchine, gusto le birre alla Madeleine, da Picetti, al Le Corbusier. La notte sto in casa a rubare ai palinsesti qualche ora di buoni film, a leggere romanzi americani, a rifocillarmi di caffelatte e biscotti, a trascrivere le suggestioni che il giorno non mi sa dare. La notte vado in giro leggera, non urto in corpi dei passanti. Li accarezzo, li amo i miei simili che soffrono d'insonnia, che cercano dietro gli angoli delle strade buie l'allegria che il giorno dimentica.


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SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZO INVERNO

di Bruno Morchio


Di chi era la colpa se quella notte non riuscivo a prendere sonno?

Come la lettera rubata di Poe, le risposte vanno cercate là dove nessuno si aspetta di trovarle. Sono sotto i nostri occhi, ci sono sempre state, ma la loro presenza è così familiare che nessuno ci fa caso. Perciò non ci sono risposte là dove nessuna formula una domanda. L'ovvio non solleva domande: la lettera sta lì perché così è sempre stato, e non c'è niente da spiegare. La base di ogni conoscenza è la differenza. Caldo e freddo, chiaro e scuro, forte e piano hanno senso solo quando vengono messi in relazione fra loro.

Stasera sono uscito in strada. De Ferrari era gremita di gente che festeggiava il Capodanno. Cantavano e ridevano a crepapelle. Musica e fuochi d'artificio sul porto. Ho brindato da solo, un calice di prosecco scadente all'una del mattino in un bar di piazza Ferretto. Poi sono andato a casa e mi sono infilato a letto.

Senza riuscire ad addormentarmi.


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LA TORRE

di Arianna Destito


Vivo nel centro storico di Genova ormai da un po' di tempo.

Per essere precisi: quattro anni, un mese, undici giorni e tre ore.

Mi sono fatta convincere da mio marito che allora era ancora il mio fidanzato.

All'inizio, nonostante provenissi da un quartiere tranquillo ma piuttosto soporifero, ero entusiasta all'idea di vivere in un luogo così ricco di storia e di fermento. Del resto, molti amici scrittori mi dicevano che le menti più vivaci e creative avevano vissuto proprio lì, tra i vicoli della città vecchia.

Dunque, la mia disposizione verso la nuova realtà non poteva che essere di apertura e allegria. Andavo incontro alla nuova vita con gioioso entusiasmo.

La prima volta che ho varcato il portone dell'antico palazzo dove avrei abitato ho avvertito da subito una strana forma di energia, una sorta di avvertimento che mi indicava che ero in un luogo particolare. Molto particolare.


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IL POSTO

di Antonella Grandicelli


L’Adelaide era così. Di lei sono fatti il mio nome e l’essenza del mio sguardo sul mondo: l’unica eredità di cui ho avuto bisogno, quella che lei ha voluto per me. Era la madre di mio padre, nata e vissuta in quell’ultimo lembo di terra ligure che è la stretta valle del Bevera e di quella terra sembrava avere il carattere. Occhi scuri come il fondo delle notti senza luna, mani ruvide e solcate da fessure, corpo squadrato e altero, lingua severa e tagliente.

China a strappare le erbe e gli aromi tra i muri assolati ricamati dai capperi, figura scura e operosa nel blu di un cielo accecante, dallo scosceso saliscendi degli abrighi mi arriva il suo ricordo e quello delle estati passate a scrivere la mia infanzia. Se chiudo gli occhi risento i suoni dell’aria in discesa tra i vicoli, il tonfo agile dei miei piedi a saltare le pozze e lo sguardo secco dell’Adelaide che dall’alto delle strette vigne scortava i miei passi.

In quelle estati il mattino mi arrivava nelle orecchie con il suono profondo della campana della chiesa.




LA LIGURIA SORRIDE. Venti racconti brevi


Curatore: Marino Magliani, Barbara Panelli

Autori: Fulvio Belmonte, Renato Bergonzi, Marina Berti, Daniele Cambiaso & Sabrina De Bastiani, Marco Cassini, Francesca Ceravolo, Arianna Destito, Gianni Donaudi, Riccardo Ferrazzi, Antonella Grandicelli, Laura Guglielmi, Giacomo Lantrua, Paola Maccario, Sara Maggi, Alessandro Marenco , Bruno Morchio, Guido Novaro, Lino Pastorelli, Rossana Pavone, Thomas Piegeler

Editore: Lo Studiolo

Collana: Diversificando

Anno edizione: 2020

Pagine: 160 p.



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