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Trovare l’arte (e metterla da parte). Chef Amaury e il cioccolato.


Da Pixabay

di Cristina Castagnola


I numerosi programmi di cucina, sempre più frequenti all’interno delle nostre televisioni, stanno spopolando in questi ultimi anni, segno del grande amore degli italiani (ma anche del resto del mondo) per il cibo.

Il cibo è vita, ma pur essendo fondamentale, può creare sentimenti contrastanti alle persone. C’è chi, per alleviare il dolore, vi si immerge fino a causarsi problemi di obesità, oppure chi, al contrario, lo teme e lo tiene il più lontano possibile, portandosi all’anoressia. C’è chi ha deciso di farlo diventare il suo mestiere e chi non ha molto tempo da dedicargli. Può essere tradizione o innovazione e avere sapori e consistenze più o meno particolari.


Le endorfine (il cosiddetto ‘ormone della felicità’) sono delle sostanze chimiche che l’organismo produce in modo naturale per liberare dallo stress. Oltre che con l’attività sportiva, la loro produzione può essere stimolata proprio dagli alimenti e l’esempio per eccellenza è il cioccolato.

Il cacao e, di conseguenza, il cioccolato contengono delle sostanze in grado di far aumentare i livelli di alcuni neurotrasmettitori che possono agire sull’umore e favorire una sensazione di benessere, oltre ad avere dei principi attivi stimolanti.

Ormai,gli abbinamenti con questo prodotto non sono più un tabù in cucina: dal dolce al salato, con frutta, spezie o distillati, il cioccolato è uscito dalla ‘comfort zone’ della pasticceria per presentarsi sulle nostre tavole in quanti più modi, forme e gusti possibili.


C’è chi, però, del cioccolato ha fatto proprio la sua carta vincente e lo riesce a trasformare come fosse il più duttile dei metalli. Cogliendo l’occasione della giornata mondiale del cioccolato (7 luglio), in questo nuovo articolo andremo a parlare di un vero ‘architetto della pasticceria’: chef Amaury Guichon.



Da Wikipedia

Classe 1991, il talentuoso chef franco-svizzero della pasticceria mondiale, nonché un abilissimo maître chocolatier, è oggi tra le prime‘pastry star’ più seguite sui social media. Un ‘pastry chef’ si dedica esclusivamente alla preparazione di una selezione limitata di dolci.

I suoi video su Instagram e Youtube dove mostra la nascita di questi capolavori, sono così improbabili da realizzare con quel ‘semplice’ alimento che non possono non diventare rapidamente virali. Grazie al suo ingegno, la pasticceria si trasforma per diventare arte.

Il grande successo l’ha portato a organizzare corsi e cooking show in tutto il mondo, dove cerca di trasmettere il valore fondante del suo lavoro: la precisione e i minimi dettagli.


Raccontandosi in un’intervista, sottolinea come riesca a farsi ispirare da qualunque cosa catturi la sua attenzione: un oggetto di design, un’opera, un museo, la natura. Il mondo è la sua musa e lui, oltre a essere un pasticcere, è un vero ingegnere del cioccolato.

La sua fama è tale che è riuscito ad aprire una scuola a Las Vegas, la Pastry Academy by Amaury Guichon, e nientemeno che Netflix ne ha prodotto una serie: La scuola di cioccolato, composta da otto puntate dove otto pastry chef gareggiano tra di loro per vincere varie sfide. Ciò che rende davvero interessante questo prodotto, è la sua non-somiglianza con i soliti cooking show a cui siamo abituati: lo chef, infatti, spiega e rivela i suoi segreti da cioccolatiere fuoriclasse e lo fa con una calma che mai troveremo in un altro programma del genere. Inoltre, non ci sono eliminazioni, ma tutti e otto i concorrenti accedono alla finale. È forse questo ‘metodo di insegnamento’ che fa venire voglia di guardarla, oltre agli strabilianti lavori artistici del pasticcere e dei concorrenti.

All’accademia, invece, promette di far imparare uno ‘splendido mestiere’ tramite un programma di dieci settimane che copre tutte le basi: pasticceria al piatto, cioccolato, gelato, danese, pane, caramelle, pezzi da esposizione… non verrà nascosto nulla della genialità del giovane pasticcere. Che sia questo il segreto del suo successo mondiale? Se la cucina è condivisione, chef Amaury ha colto pienamente questo concetto.



Ciò che mi ha realmente colpito di questo maestro, oltre alla grande passione e rispetto per il cibo che traspare dalle puntate su Netflix e dai suoi video, sono proprio le sculture: non c’è un limite con questo alimento nelle sue mani. Oltre a opere a dimensioni reali, come possono essere il camaleonte, le cuffie per la musica o una ‘semplice’ borsa, lo chef crea delle meraviglie a grandezza d’uomo, riproducendo anche dei materiali (come il vetro) che sono fuori dal comune per la precisione. Come se non bastasse, vengono realizzate anche sculture ‘interattive’: una scacchiera con le pedine mobili, un idrante che versa latte, un gigantesco calcetto.

Fin dove potrà spingersi la mente di un uomo? Solo chef Amaury (e chi come lui) ce lo potrà dire, intanto continuiamo a restare a bocca aperta di fronte a meraviglie del genere. Poche cose sono ammalianti come vedere un esperto artigiano (perché questo è) lavorare con le proprie mani.



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