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Fratelli Frilli, i primi vent'anni del giallo Pantone.

Intervista a Carlo Frilli per i primi vent'anni della Fratelli Frilli Editori.



Chiunque di voi abbia valicato la soglia di una qualsiasi libreria, che sia una piccola libreria indipendente o di catena, o sia passato davanti ad un’edicola in aeroporto o in una stazione ferroviaria, non potrà non esser stato piacevolmente attirato dai quei libri con la copertina di un giallo caratteristico, un giallo che non si può confondere: il giallo Pantone della Fratelli Frilli Editori. Un colore che per i romanzi Frilli ha superato la definizione di un genere ed è diventato l’anima di una casa editrice.


Un catalogo foltissimo, decine e decine di nuovi titoli ogni anno, una proposta forte composta da tanti autori diversi per provenienza, stile e ispirazione, ma tutti di grande qualità. Questo è ciò che l’editore Frilli è in grado di proporre oggi sul mercato editoriale. Il suo nome è riconosciuto come un valore, come un’assicurazione di impegno e serietà, in un mondo come quello dell’editoria che vede la nascita di tante meteore, presto schiacciate dalle difficoltà di un settore imprenditoriale sicuramente sempre più difficile.


In questo 2020 che si chiude, la Fratelli Frilli ha compiuto i suoi primi vent’anni e ha festeggiato la ricorrenza in piena pandemia globale, affrontando uno dei periodi più complicati della storia recente. Lo ha fatto nello stesso modo in cui ha portato avanti la sua attività sin dalla sua nascita, con competenza, orgoglio, tanto entusiasmo, una buona dose di audacia. E un infallibile intuito. Caratteristiche che da subito hanno costituito l’ossatura di questo progetto e che gli hanno permesso di andare avanti e di affermarsi. Se c'è un segreto nel successo di Fratelli Frilli, questo è sicuramente stato la capacità di Marco Frilli di distillare concretezza da un sogno.


Decidere di fare editoria nell’anno 2000 in una città come Genova la dice lunga sul carattere del suo fondatore, Marco Frilli. Il capoluogo ligure è ormai fuori dai centri nevralgici dell’economia, relegato ad un ruolo minore nel panorama delle grandi città del nord italiano, abbandonato dalle industrie e con un terziario debole e di scarso traino. Pensare di fondare una casa editrice proprio qui è un azzardo, quasi una scommessa. Una scommessa che a distanza di vent’anni possiamo dire essere stata vinta senza ombra di dubbio.


Si comincia appunto nel 2000 con qualche titolo di denuncia, il romanzo Il Sindaco. L'avventura politica di un medico di Paolo Cornaglia Ferraris, La Mala-Ricetta, scritto da un anonimo informatore farmaceutico e nel 2001 Le quattro giornate di Genova, prima narrazione a caldo dei terribili fatti accaduti durante il G8 di Genova. Piccole pubblicazioni che però conoscono un’immediata, grande diffusione e un nome – quello di Fratelli Frilli – che comincia a circolare e a farsi largo.


In quel tempo Marco Frilli si accorge che esiste uno spazio vuoto all’interno della proposta editoriale italiana e decide di colmarlo. Il suo incredibile fiuto lo conduce presto verso quello che diventerà l’anima della casa editrice e la renderà riconoscibile tra le tante: il romanzo giallo-noir a forte caratterizzazione geografica. In pochi anni, grazie a Marco Frilli, emergono nomi che diventeranno tra i più importanti del panorama letterario italiano: Dario Crapanzano, Bruno Morchio, Maria Masella, Maria Teresa Valle e tanti, tantissimi altri. Il commissario Arrigoni, l’investigatore privato Bacci Pagano, il commissario Mariani, la biologa Maria Viani, sono diventati ormai protagonisti della storia del giallo italiano e hanno portato i loro autori ad un successo consolidato. A loro, nel tempo, se ne aggiungono altri, altrettanto promettenti, per una scuderia sempre più nutrita. Molti di questi autori sono rimasti fedeli alla casa editrice, altri hanno proseguito la loro carriera approdando in case editrici maggiori, ma mantenendo sempre un forte legame con chi per primo ha creduto nel loro lavoro, li ha scoperti e lanciati.


A poco a poco, con duro lavoro, la lettura di centinaia di manoscritti, la capacità di individuare che cosa può funzionare e cosa no in una trama e un importante impegno distributivo, la Fratelli Frilli si ritaglia uno spazio sempre più ampio, diventando un punto di riferimento nel settore e fidelizzando migliaia di lettori.


Dopo la prematura scomparsa di Marco Frilli quattro anni fa, i figli Carlo e Giacomo ne hanno raccolto l’eredità, prendendo le redini della casa editrice e continuando a perseguire gli stessi obiettivi con lo stesso identico entusiasmo, dividendo il catalogo tra autori affermati e di sicuro successo e nuove proposte, in un lavoro di scouting sempre attento alla novità e al talento. Le storie viaggiano ormai lungo tutta l’Italia, toccano città del sud e del nord, le grandi metropoli o i piccoli centri di provincia, disegnando una geografia noir che trova tra i lettori tanti appassionati.


Se sono cambiati dunque gli strumenti comunicativi - oggi è la presenza sui social a marcare il passo - non è cambiato lo spirito che anima la casa editrice, la volontà di mantenere un contatto diretto con i propri lettori, di fare da collegamento tra loro e gli autori, di rendere il cammino di un libro realmente circolare. Tutto ciò rende la figura dell'editore non qualcosa di astratto, un nome senza un volto, ma qualcuno che presenta il proprio lavoro in prima persona, che ci mette la faccia. Le dirette Facebook per annunciare le novità in casa Frilli, in cui Carlo Frilli chiacchiera con autori e lettori sullo sfondo degli scaffali da dove occhieggiano i libri, ne sono l'esempio più significativo. E hanno per questo un grande seguito.


Cogliendo l'occasione di questo ventennale abbiamo rivolto alcune domande a Carlo Frilli per cercare di comprendere qual è stato il cammino di questa casa editrice dagli esordi ad oggi e quale futuro vede davanti a sé. Un futuro sempre e comunque tinto di giallo Pantone.



TMP. Vent'anni di Fratelli Frilli Editori, vent'anni di successi, di autori scoperti e lanciati, di intuizioni e di conferme, di lavoro fatto con il cuore ma anche con tanto impegno e professionalità. Questi i segni che il fondatore Marco Frilli ha lasciato nella storia dell'editoria italiana. Nell'eredità ricevuta da tuo padre, quali elementi senti come fondamentali per fare bene questo mestiere? In che cosa ritieni che oggi l'editoria sia cambiata rispetto a vent'anni fa?





TMP. I successi sono stati e sono molti, la Fratelli Frilli è una realtà solida e riconosciuta quando si parla di libri, ma essere imprenditori nel mondo della cultura significa anche capire come si muovono e in che direzione vanno i gusti di chi legge. In che modo vi orientate per leggere i tempi e quali progetti vedi nel futuro della casa editrice? Quali saranno i prossimi vent'anni?





TMP. Dalle statistiche di libri letti pro capite, sembra che fare editoria oggi in Italia sia ormai mestiere per audaci o per folli. Credi davvero che sia così? Vi sentite più audaci o più folli?





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