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Trovare l’arte (e metterla da parte). Madre Natura





di Cristina Castagnola


Parliamo, finalmente, della più classica tra le forme d’arte, la prima che ci viene in mente riguardo questo argomento: la pittura.

È iniziata ufficialmente la primavera, le giornate si fanno più lunghe e sono numerosi gli artisti che le hanno reso omaggio tramite la pittura. Oggi, saremo noi a rendere onore a questa stagione, non occupandoci della famosa ‘Primavera’ di Botticelli, bensì dedicandoci a quella Madre Natura rappresentata nei quadri dell’artista americano Brian Kirhagis.


Brian Kirhagis nasce a Baltimora e, da pittore autodidatta, ha ottenuto, nel corso degli anni, una (meritata) fama internazionale. Racchiude nelle sue opere concetti unici e messaggi socialmente consapevoli, una combinazione che lo ha portato ad avere un posto speciale tra le stelle del mondo dell’arte ai giorni nostri.

Utilizza vari stili tra loro, ma la sua tecnica distintiva consiste nell’unire immagini ed elementi nascosti con forme e colori che gli permettono di raccontare una vera storia. Gli aspetti più complicati della nostra società vengono affrontati attraverso composizioni altrettanto complesse.

È presente, come molti altri, su vari social (Facebook, Instagram, Twitter), i migliori mezzi per raggiungere tutto il globo e tutte le generazioni, dove diffonde i suoi importanti concetti di uguaglianza e rispetto.

Ha anche rivisitato alcuni autori classici della storia dell’arte, come Salvador Dalì e il suo quadro‘La Metamorfosi di Narciso’, riletto in chiave moderna, rappresentando il lato più ambiguo dei nuovi social. Scelse allora il nome The Metamorphosis of Social Narcissism(‘La metamorfosi del narcisismo sociale’).


Nel 2018, decise di onorare il nostro Pianeta donandole un corpo tutto suo e dando così vita alla sua idea di Madre Natura: si tratta di dipinti di donne fatte della stessa sostanza del paesaggio. Le sue opere sono un tripudio di colori, fiori e piante, nel pieno della loro bellezza, mostrando allo stesso tempo un universo materno e selvaggio. Tutto ciò va a intrecciarsi con la femminilità, fondendo rami e radici con capelli e altre parti del corpo, creando in questo modo un circolo virtuoso di naturalezza e sottolineando così la potenza della natura creatrice.


La sua volontà era dare voce a una causa composta da molteplici interpretazioni, prima tra tutte il rispetto per la donna e per la nostra Terra. Il discorso che Kirhagis vuole trasmettere alle generazioni che oggi osservano oppure osserveranno in futuro le sue opere, è la necessità di restituire un posto d’onore nel mondo a tutto il genere femminile e, in particolare, alle nostre madri.

«Con questo dono cerco di creare una consapevolezza collettiva attraverso i miei dipinti; se fornendo un’immagine posso aiutare ad accendere un pensiero, allora forse la nostra realtà può cambiare», scrive sulla sua pagina Facebook.


Sulla locandina della mostra tenutasi a New York dal 7 giugno al 6 luglio 2018, Kirhagis spiega come il ruolo della madre e della donna, più in generale, sia spesso impiegato in diversi ambiti, ma senza mai renderle veramente giustizia. Nonostante sia il punto fondamentale di tutti gli esseri viventi, viene spesso relegata in una casa e data per scontata. Per questo motivo, il titolo della mostra ci porta a riflettere già a partire dal nome: “E A R T H – Everything Always Returns To Her” (“Terra, tutto torna sempre a lei”).


Nonostante il passare degli anni, sono sempre e comunque pochi gli esempi di valorizzazione del lavoro ottenuto dalle donne, vengono dati per scontati o addirittura considerati falsi. Artisti come Kirhagis possono contribuire con la loro forma di arte a raccontare la forza e l’intelletto femminile e a elevarli, mettendoli al pari di quelli di un qualunque uomo. Il loro impatto sui giovani attraverso i social network può essere fondamentale per ricostruire l’amore e il rispetto per la nostra amata Terra e per diffondere parità di genere, temi totalmente attuali.

«Questa mostra è un’ode al nostro più grande dono da cui siamo venuti tutti. Le nostre terre. Tutto torna sempre a lei».


Sul suo sito è possibile acquistare alcuni dei suoi capolavori, incluse delle recenti rappresentazioni dell’ex cestista americano Kobe Bryant, ripreso durante il gioco. Per via del suo soprannome, ‘Black Mamba’, il corpo è stato realizzato proprio andando a unire questi serpenti.

È possibile trovare anche i disegni della mostra su Madre Natura e altre realizzazioni dove le protagoniste praticamente indiscusse siamo proprio noi donne, ritratte sempre con queste forme particolari, senza volto, così che ognuna possa ritrovarsi dentro di esse. Sono ritratte da sole oppure con un co-protagonista maschile, a mezzo busto o a figura intera. Vengono poi affiancate da dipinti con i più disparati messaggi sociali, ciascuno facendo riflettere in un modo diverso, ma altrettanto potente.



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