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Ritratti di donne. Janis Joplin e Astrid Lindgren



Scrittrici, attrici, cantanti, scienziate, pittrici, regine, imprenditrici, cuoche, rivoluzionarie. Quanta creatività, quanto talento, idee, coraggio, orgoglio dentro all'anima dell'universo femminile. Partendo da Agatha Christie per arrivare a Whitney Houston, attraverso Marilyn Monroe, Mary Shelley, Rose Montmasson, la vedova Clicquot e molte altre, "Ritratti di donne" (Morellini Editore, 2023) ci presenta un gruppo di donne che meritano di essere conosciute per la loro esperienza di vita e per quello che ci hanno lasciato.


Ventotto autrici per ventotto racconti, scritti per raccontarcele, tracciandone una breve biografia e aprire una finestra su un momento particolare della loro vita, come se, per qualche istante, noi fossimo lì, a fianco a loro, per vederle muoversi e agire nel loro mondo. E raccoglierne in quei brevi e preziosi tratti la loro eredità e tutta la loro umanità.


Per farvele conoscere meglio e capire lo spirito che ha animato questo progetto nato da un'idea di Sara Rattaro, Themeltinpop ve le presenterà ad una ad una attraverso le loro parole.



 

Alessandra Gianoglio presenta Janis Joplin


Perché hai scelto proprio questa donna?


From Wikipedia

Ho scelto Janis Jolplin perché adoro la musica e lei ne è una rappresentante straordinaria. Il suo talento è stato più volte messo in discussione e nemmeno ai giorni nostri è completamente riconosciuto.

Janis ha aperto una via nella musica, dove c’erano solo muri, in un genere, il rock, che negli anni ’50 e ‘60 era un’esclusiva prettamente maschile.

(Quante rock star donne ci sono ancora oggi?) Le donne erano viste solo come muse ispiratrici, o pupattole, groupie, comunque relegate nel ruolo di fare esaltare la grandezza maschile. Janis non solo si è imposta come cantante solista, ma ha aperto la strada creando un modo di esprimersi (un mix di rock, soul, blues, folk) che le ragazze bianche non avevamo mai sperimentato. C’erano le grandi cantanti blues nere, ma prima dell’avvento di Janis, nessuna donna si era spinta avanti come Janis nel mondo del rock, portando se stessa e il suo suo stile sul palco, senza che nessun produttore o discografico le ordinasse cosa dovesse fare o come comportarsi. Qualsiasi persona libera di esprimere se stessa sul palco del pop-rock oggi, lo deve a Janis Joplin.


Cosa le diresti oggi se potessi incontrarla?


Janis è un personaggio complesso, come tutte le grandi donne. Vorrei dirle un milione di cose e se la incontrassi oggi lei avrebbe ottant’anni. L’abbraccerei come si abbraccia una sorella. Poi mi siederei accanto a lei, ad ascoltarla. Lei avrebbe tanto da dirmi, ne sono certa.


Una curiosità in più su di lei che racconteresti ai nostri lettori?


Che Janis non voleva fare la cantante. Lei era una bravissima pittrice. Era convinta di esserlo e ha dato molto per perfezionarsi e coltivare la sua passione. Questo mi ha stupito molto, perché, nel frattempo, mentre dipingeva, ascoltava tantissima musica, da Odetta Holmes a Bessie Smith, la sua eroina. Il Blues stava lavorando già su di lei, il Destino la stava plasmando, senza che lei se ne rendesse conto. E’ stata la Musica stessa a formare Janis. Quando per la prima volta ha aperto la bocca per cantare, ha trovato una via per esprimere la sua interiorità e non ha più smesso. Questo la dice lunga su quanto sia importante la formazione in qualsiasi campo, e che se qualcosa è destinato a noi, trova sempre la via per arrivarci.


Raccontaci qualcosa su di te e sulla tua passione per la scrittura.


La scrittura è la mia passione più grande e rimane il mezzo attraverso il quale riesco ad esprimermi meglio. Non riesco ad immaginare la mia vita senza la scrittura. Come tutti i grandi amori, a volte mi fa stare bene, a volte molto male, ma alla fine, non riesco a rinunciare a lei. Scrivo il mio diario da quando avevo 12 anni, ho pubblicato un saggio su Michael Jackson e due raccolte di racconti. Ho avuto una piccola casa editrice. Attualmente sto lavorando al mio primo romanzo, che dovrebbe vedere la pubblicazione a breve, anche se non è il primo che scrivo! Mi considero una scrittrice in cammino sul vasto mondo delle emozioni umane. Ecco, sì. Mi piacerebbe ispirare i lettori con le parole, le emozioni e un pizzico di rock !


Alessandra Gianoglio è nata ad Asti ed è investitrice immobiliare e appassionata

di scrittura e di musica. Esordisce con il saggio di controinformazione

Michael Jackson. L’Agnello al Macello, un resoconto fuori degli

schemi sulla vita di Michael Jackson. Ha pubblicato Sette racconti brevi

per il tuo cuore, che è stato fra i cinque e-book più scaricati del 2013.

Nel 2019 vince il concorso letterario Il Racconto nel Cassetto e attualmente

sta lavorando al suo primo romanzo. Appassionata lettrice, amante

della natura e degli animali, sempre alla ricerca di qualcosa che rimane

sospeso a qualche passo da lei.

Instagram: @alessandra.gianoglio.autrice



 

Maura Hary presenta Astrid Lindgren

Perché hai scelto proprio questa donna?



From Wikipedia

Ho scelto Astrid Lindgren perché da bambina ho adorato le sue creature di carta: mi hanno catturato le monellerie di Emil, l'allegra anarchia di Pippi Calzelunghe, l'arguzia di Kalle Blomkvist e la tenerezza di Rasmus.

La Lindgren però non si è occupata solo di letteratura per ragazzi, dove i suoi romanzi hanno segnato un prima e un dopo, ma ha pure rivolto il suo impegno alla vita politica tanto che un suo articolo contro delle imposizioni fiscali ha fatto cadere, dopo 44 anni, il governo socialdemocratico; ha promosso una legge che bandiva le punizioni corporali nei confronti dei minori e una in difesa dei diritti degli animali che porta il suo nome.

Mi ha colpito che a diciotto anni, dimostrando un grande coraggio nella Svezia degli Anni Venti, abbia tenuto il figlio che aspettava dal suo capo, lo abbia dato in affido fino a che è stata in grado di mantenerlo, ma sempre prendendosene cura.


Cosa le diresti oggi se potessi incontrarla?


Ne approfitterei per chiederle qualche consiglio di scrittura, l'approccio migliore per catturare i bambini di oggi e qualche trucco per riuscire ad alimentare in loro una visione giocosa, ma al contempo responsabile del mondo in cui vivono.

Mi piacerebbe sentirle raccontare le storie della sua infanzia in quella rossa fattoria dello Smaland e i giochi che faceva con i suoi fratelli.


Una curiosità in più su di lei da raccontare ai lettori?


Pippi Calzelunghe è stata tradotta in 70 lingue.

Per il suo 94° compleanno la Lindgren ha chiesto pace nel mondo e vestiti carini.

Al suo funerale hanno presenziato i reali di Svezia e i suoi numerosi estimatori le hanno reso omaggio sollevando un suo libro.

Le sono stati intitolati molti premi letterari, scuole, centri culturali, un ospedale pediatrico, un francobollo e persino un satellite.


Qualcosa di me e sulla mia passione per la scrittura.


Sento molto vicina a me la Lindgren in quanto mamma orgogliosamente single, incline all'indipendenza, provvista di uno sguardo ironico, con punte di nostalgia per l'infanzia e ovviamente amante della scrittura, che per me è stata una vocazione tardiva.

Amo sentire raccontare storie da quando ero bambina, leggerle dall'adolescenza e scriverle da non molto.

Mi appassionano i corsi di scrittura che mi hanno insegnato molto, soprattutto quelli di Sara Rattaro che per caso ho incrociato su Instagram e non ho più lasciato.

Di lei ho apprezzato la concretezza, la professionalità e l'entusiasmo.

Scrivere, in breve tempo, è diventata per me una dipendenza: mi aiuta a riportare ordine nel gomitolo ingarbugliato dei miei pensieri, mi spinge a sperimentare nuove tecniche mettendomi continuamente alla prova e mi appassiona tanto da farmi dimenticare obblighi e scadenze, ma regalandomi una impagabile sensazione di libertà creando personaggi, ambienti e trame.


Maura Hary è coscritta della Nutella e vive a Biella. È attratta dal mondo dell’infanzia

e dell’adolescenza da cui non è ancora definitivamente uscita: ha la fortuna

di insegnare in una scuola media, per lei un osservatorio privilegiato;

in passato ha ideato un’associazione di servizi per l’infanzia, colleziona

vecchi giocattoli, legge libri per ragazzi e prova a scriverli, per ora riempiono

un cassetto e intanto non si lascia sfuggire i corsi di scrittura di

Sara Rattaro. Instagram: @maurahary

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