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Ritratti di donne. Carla Fracci e Sophie Scholl



Scrittrici, attrici, cantanti, scienziate, pittrici, regine, imprenditrici, cuoche, rivoluzionarie. Quanta creatività, quanto talento, idee, coraggio, orgoglio dentro all'anima dell'universo femminile. Partendo da Agatha Christie per arrivare a Whitney Houston, attraverso Marilyn Monroe, Mary Shelley, Rose Montmasson, la vedova Clicquot e molte altre, "Ritratti di donne" (Morellini Editore, 2023) ci presenta un gruppo di donne che meritano di essere conosciute per la loro esperienza di vita e per quello che ci hanno lasciato.


Ventotto autrici per ventotto racconti, scritti per raccontarcele, tracciandone una breve biografia e aprire una finestra su un momento particolare della loro vita, come se, per qualche istante, noi fossimo lì, a fianco a loro, per vederle muoversi e agire nel loro mondo. E raccoglierne in quei brevi e preziosi tratti la loro eredità e tutta la loro umanità.


Per farvele conoscere meglio e capire lo spirito che ha animato questo progetto nato da un'idea di Sara Rattaro, Themeltinpop ve le presenterà ad una ad una attraverso le loro parole.


 

Marcella Manca presenta Carla Fracci


Perché hai scelto proprio questa donna?


Da Wikipedia

Carla Fracci è stata il mio idolo d’infanzia. Da bambina sognavo di diventare una ballerina famosa e amata quanto lei: aggraziata e austera insieme. A quel tempo, non sapevo granché della Donna che era, ma oggi so che ad avermi inconsciamente attratta sono state la sua determinazione, tenacia e forza di carattere, doti che le hanno permesso di emergere nel difficile mondo della danza classica. Oggi so che non si arriva dove è arrivata lei senza sacrifici enormi:“la Donna Fracci” ha difatti combattuto contro se stessa prima di capire appieno quest’arte a cui poi si è dedicata anima e corpo.

Come ho scritto nell’Antologia “Ritratti di donne”, lei è uno dei colori della mia creatività perché mi ha insegnato che ogni forma d’arte deve essere desiderata, coccolata e colorata all’infinito per perdere in essa una parte di sé.


Cosa le diresti oggi se potessi incontrarla?


Spesso, per chi sta all’esterno e guarda avverarsi i successi di qualcuno, è difficile comprendere quanto quei successi possano essere costati alla persona in causa, anzi, diamo per scontato che non ci siano rammarichi da parte sua. A Carla, donna che ha avuto tanto da questa vita, chiederei se ha un rimpianto, qualcosa a cui ha dovuto rinunciare per amore della danza e che, per salvaguardarsi, ha tenuto ben custodito nel profondo dell’anima.

E poi, da inguaribile romantica quale sono, avrei una curiosità: sebbene si sia legata prestissimo a Giuseppe Menegatti, il suo cuore ha mai perso un battito per uno dei ballerini con cui ha danzato quegli struggenti passi a due che hanno tolto il fiato agli spettatori?


Una curiosità in più su di lei che racconteresti ai nostri lettori?


Mentre nel 1800 le ballerine classiche potevano avere figli senza problemi - fermavano solo la loro carriera per quei mesi necessari alla gestazione e allo svezzamento del neonato - nel Novecento la maternità era vista dai coreografi e maestri come un impedimento, un oltraggio alla vita artistica della ballerina. Quando Carla Fracci si sposò, il mondo della danza classica cominciò a rumoreggiare contro le sue scelte private e quando tre anni dopo nacque il figlio Francesco molte voci autorevoli nell’ambito della danza la criticarono apertamente. Ma Carla ha sempre avuto un carattere impermeabile alle cattiverie, soprattutto se secondo il suo pensiero erano gratuite. Caratteristica, questa, che le ha consentito di diventare madre e “prima ballerina assoluta” in contemporanea.


Raccontaci qualcosa su di te e sulla tua passione per la scrittura.


Da ragazzina, ai compleanni, mia madre mi regalava dei diari in sughero che riempivo con pensieri, poesie, frasi e racconti. Ho capito che scrivere mi completava quando ho improvvisato un dono per il figlio di una collega, redigendo in rima una storia per bambini, che gli ha illuminato gli occhi.

Amo perdermi dentro le righe immaginarie di un foglio bianco e amo popolarlo di piccole parti di me.

Nel 2020, ho pubblicato “Girco, il canguro giraffa”, un libro formativo per bambini, e a seguire una trilogia sci-fi per ragazzi e Young Adult dal titolo “La Biblioteca degli Angeli”, con i quaderni verde, rosso e dorato,editi da Le Mezzelane Casa Editrice.


Marcella Manca nasce a Milano ma vive a Monza, città che ama, dall’età

di sei anni. Frequenta il Liceo Linguistico anche se poi si laurea in Lettere

Moderne all’Università Statale di Milano. Nel 2020, Le Mezzelane Casa

Editrice pubblica un suo racconto per bambini, Girco, il canguro giraffa

e, in contemporanea, Il Quaderno verde, il primo volume della Trilogia

Young Adult La Biblioteca degli Angeli.

Nel 2022, la stessa casa editrice pubblica Il Quaderno rosso, il secondo

volume, a cui seguirà Il Quaderno dorato che chiuderà la trilogia nel

2023. Instagram: @marcella.manca.pennafelice



 

Cristiana Mantovani presenta Sophie Scholl


Perché hai scelto proprio questa donna?

Da Wikipedia

Quando Sara Rattaro ci ha chiesto di scegliere la nostra donna speciale, ho cercato tra le donne del periodo nazista. Tra tante personalità straordinarie, più o meno conosciute, ho scelto Sophie Scholl: una ragazza di 21 anni, tedesca, che mi ha colpito per il suo straordinario coraggio, la lealtà verso sé stessa e i suoi ideali.


Cosa le diresti oggi se potessi incontrarla?


Se oggi la potessi incontrare, le direi quanto mi commuovono la forza della sua parola e la sua coerenza così radicati in lei da usarli come sole armi contro ciò che è malvagio e ingiusto. Le direi che vorrei avere la capacità di sacrificarmi per gli altri senza riserve, senza dubbi, senza aspettative, con il suo senso di responsabilità e rispetto per ogni vita. Infine, la ringrazierei per avermi insegnato il significato profondo, viscerale di libertà.



Una curiosità in più su di lei che racconteresti ai nostri lettori?


La vita di Sophie Scholl è stata breve, perché il 22 febbraio del 1943 viene uccisa per decapitazione dai nazisti nel carcere di Stadelheim a Monaco. Nonostante siano passati 80 anni, il suo ricordo è più vivo che mai, ed è proprio dalla sua morte che è diventata il volto della resistenza non violenta e forse tra le donne più famose della storia tedesca.



Raccontaci qualcosa su di te e sulla tua passione per la scrittura.


Parlare di sé stessi non è mai facile. Sono una persona semplice con un quotidiano complesso perché ricco di emozioni che derivano dal grande dono che ho avuto dalla vita.

Mi riferisco a mia figlia Alice, la mia principessa guerriera.

Ho dovuto scegliere tra la carriera ed essere una madre efficace al suo fianco, conoscere tutto sulla sua patologia e impegnarmi nella lotta per trovare una cura. Ma non si combatte mai da soli. Per questo faccio parte di Airett (Associazione Italiana sindrome di Rett), che unisce i genitori con figlie affette da questa patologia.

Alice è una “Bimba dagli occhi belli” che anche se non può parlare, camminare e muovere le mani liberamente, riesce ad esprimere i suoi bisogni e le sue emozioni attraverso la luce dei suoi occhi. Pensandoci è stata proprio l’anima pura di Alice a farmi scegliere Sophie Scholl ed entrambe hanno fatto in modo che questa antologia di racconti fosse destinata a qualcosa di più di una semplice lettura. Infatti, Sara Rattaro ha scelto di donare i diritti d’autore di “Ritratti di donne” ad Airett.

Non smetterò mai di ringraziare Sara, l’editore Mauro Morellini e le mie ventisette amiche di penna per il loro slancio. Sara Rattaro con i suoi corsi e la sua professionalità mi ha regalato la cassetta degli attrezzi per poter costruire una casa per le mie parole.

Ho sempre amato la poesia ed è per questo che sono iscritta al secondo anno della Piccola Accademia di Poesia diretta da Elena Mearini.


Cristiana Mantovani nasce a Padova ma per amore del mare si stabilisce

a Numana. Specialista nella relazione di aiuto come Expert Counselor si

specializza in Mediazione Familiare. Fin da piccola ama scrivere ma è

solo grazie ai corsi di scrittura creativa di Sara Rattaro e a quelli di poesia

di Elena Mearini che il suo sentire trova una vera casa.

Facebook: Cristiana Mantovani (Alicemywarrior); Instagram: @cristianamanto_alicemywarrior; @cm_cri; @centro_airett


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