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Lady Constance Lloyd. L'importanza di chiamarsi Wilde.




Autore: Laura Guglielmi Editore: Morellini Collana: Femminile singolare Anno edizione: 2021



“Innanzitutto, Constance Lloyd Wilde Holland, la protagonista di questa storia. È una donna importante di cui ingiustamente si parla poco, nonostante abbia contribuito, in anticipo sui tempi, al processo di emancipazione delle donne e degli uomini. Quando parlo di lei, quasi tutti mi chiedono stupiti: “Ma come, Oscar Wilde aveva una moglie?”. Era molto conosciuta nella Londra di fine Ottocento ma, dopo lo scandalo che coinvolse suo marito, è entrata in una zona d’ombra dalla quale sembra non essere ancora uscita.”

Per parlare della biografia romanzata “Lady Constance Lloyd. L’importanza di chiamarsi Wilde”, che Morellini Editore propone nella sua interessante collana Femminile Singolare interamente dedicata a grandi figure femminili, partiamo in maniera inconsueta dai ringraziamenti finali. Perchè il valore di un romanzo non risiede soltanto nella storia che racconta, ma anche nel modo in cui questa storia ci viene raccontata.


E' proprio nella pagina dedicata ai ringraziamenti infatti che l’autrice Laura Guglielmi mostra la profonda ammirazione che nutre per il personaggio la cui vita è stata chiamata a riportare alla luce e che lei ci riconsegna dopo un lungo e meticoloso lavoro sulle fonti (testimone ne è il ricco supporto bibliografico presente in fondo al volume). Per scrivere quest'opera Laura Guglielmi ha letto e studiato moltissimo, cercando la verità del suo personaggio non solo attraverso scritti e lettere, ma anche seguendone fisicamente le tracce negli ultimi luoghi dove ha vissuto, comprendendone le emozioni e amandola.


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Ne esce così un ritratto a tutto tondo, in cui l'autrice esprime la sua profonda gratitudine per questa donna che nell’Inghilterra vittoriana ha vissuto con coraggio e vivida intelligenza una vita intensa, macchiata dall’indelebile marchio dello scandalo. Il ringraziamento nasce, più che dall’obbligo che uno scrittore sente nei confronti della sua fonte d’ispirazione, soprattutto dalla consapevolezza, ricavata dopo il lungo viaggio compiuto assieme, pagina dopo pagina, che Constance Lloyd sia stata una figura eccezionale, un esempio fondamentale di donna moderna, troppo a lungo colpevolmente ignorata dalla storia e messa in ombra dal famoso e famigerato marito, Oscar Wilde.


Lui, Oscar, genio e sregolatezza, è passato alla storia per i suoi scritti sagaci – strabiliante l’uso che fece dello wit inglese, l'abilità di esprimersi con parole intelligenti e divertenti – e per l’accusa di sodomia, che lo portò ad essere processato e condannato a due anni di lavori forzati. Una figura affascinante e torbida, che nonostante le turbolenze della sua vita, rimase sempre sotto i riflettori, divenendo uno degli scrittori più conosciuti ed amati al mondo.


Ma quanti sanno che Oscar Wilde aveva una moglie e che lei è stata figura fondamentale nell'esistenza, anche artistica, di suo marito? Eppure Lady Constance Lloyd fu tutto fuorché una figura scolorita e priva di spessore.


“Mi chiamo Constance Mary Lloyd. Avevo ventidue anni quando ho incontrato Oscar Wilde, ma lui non è l’unica cosa importante della mia vita, anche se il nostro è stato un grande amore. Non mi sono mai sentita vittima di mio marito. Questa che state per leggere è la mia storia, la mia parte di verità.”

Con notevole abilità narrativa, una scrittura pulita e vivace, Guglielmi ridà voce a Constance Lloyd, facendole narrare la propria storia finalmente dal suo punto di vista. Constance appare già da ragazza un’indole curiosa e battagliera, amante dell’arte e della letteratura, soprattutto quella italiana, con una personalità affascinante e decisa ad essere ben più di un oggetto d’arredo, così come la società vittoriana pretendeva dalle donne. Sensibile ai problemi delle donne, femminista e attivista, si interessava di politica e di problemi sociali, frequentava i quartieri proletari di Londra, seguendo e partecipando, a volte anche di persona, alle prime proteste sindacali dei lavoratori portuali e degli operai.


“Avrei voluto scrivere per raccontare il mio tempo, le contraddizioni che vedevo nel mondo in cui vivevo, i guasti della Rivoluzione industriale, e soprattutto la sottomissione delle donne che sentivo sulla mia pelle ogni giorno. Volevo vivere senza costrizioni.”

“Percepivo una forza travolgente, leggevo nei loro occhi il futuro, sentivo che la Storia era davvero dalla loro parte. Nel XX secolo i lavoratori avrebbero governato, anche se non dappertutto e non per sempre, ne ero sicura. Per la prima volta, grazie a quello sciopero, ottennero l’aumento della paga e migliori condizioni lavorative. Fu una rivelazione che mi avvicinò ancora di più all’impegno politico.”

Non ebbe un’infanzia serena – il padre, spesso assente, morì giovane e la madre fu molto crudele con lei, al limite del sopruso fisico e psicologico – ma Constance sviluppò un carattere forte e deciso, aiutata dall'affetto sincero del fratello Otho. Desiderava un marito che condividesse con lei le sue passioni e le sue battaglie, un uomo dalla personalità potente e dal fascino irresistibile, ma anche capace di lasciarle integra la sua libertà, assecondando la sua voglia di viaggiare e di scoprire. E quando lo vide, lo riconobbe all’istante.


“Finalmente avevo messo gli occhi su un uomo di qualche anno più grande di me, di cui tutta Londra stava parlando per i suoi modi anticonvenzionali: Oscar Wilde. E io l’avrei conosciuto, a qualsiasi costo.”
“Quando vidi gli occhi di Oscar puntati su di me mentre leggevo i versi di Dante vicino al pianoforte, sentii un brivido lungo la schiena. Ci scambiammo solo qualche parola, ma la sua voce, la sua statura, il suo abbigliamento mi avevano dato le vertigini. Non era bello, ma ne fui subito attratta.”


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Con Oscar formò da subito una coppia chiacchierata e affascinante. Laura Guglielmi ci racconta che in quei primi anni di matrimonio Constance fu felice, allietata anche dalla nascita di due figli. Intorno a loro si muoveva tutto il mondo culturale londinese ed erano loro a dettare la moda e le tendenze. Constance Lloyd si occupò attivamente di moda, rivoluzionando il concetto del vestire femminile fino ad allora costretto in corsetti e crinoline. Lei voleva la donna libera, anche negli abiti, che pensava comodi e più consoni ad una vita dinamica, e per questo scrisse e diresse riviste sull'argomento.


“Il mio modo di vestire era più stravagante. Persino le parigine, così orgogliose della loro moda, riconoscevano l’originalità del mio stile. Stupite del fatto che non portassi mai corsetti e usassi tessuti morbidi con tagli comodi, non facevano altro che complimentarsi per il mio coraggio e per l’accostamento mai scontato delle tonalità.”
“La liberazione delle donne doveva passare anche dalla rivoluzione degli abiti. Dentro un vestito non si trova solo il corpo di chi lo indossa, ma un sistema di regole sociali che condiziona i comportamenti.”

Si amarono, gli Wilde, teneramente, anche se Constance non si negò mai la realtà delle inclinazioni sessuali del marito, né mai gliele rinfacciò. Ma lo scandalo e il dolore che ne seguirono furono duri da reggere e la obbligarono persino a cambiare il suo nome in Holland e a lasciare l’Inghilterra insieme ai figli ancora piccoli. Aveva sempre amato viaggiare ma mai avrebbe pensato che lo avrebbe fatto costretta da tali eventi. E dopo un breve peregrinare fu proprio la sua amata Italia ad accoglierla. L’autrice ci descrive con attenzione e accuratezza i suoi spostamenti lungo la Riviera ligure, dove trovò rifugio e sembra anche un po’ di pace dopo mesi di tanta sofferenza. E dove purtroppo la morte la colse inaspettatamente (le sue spoglie riposano nel Cimitero Monumentale di Staglieno a Genova).


“Nervi, Bogliasco, Pieve Ligure e Sori erano immersi in una natura rigogliosa. Mi sono segnata i nomi dei luoghi che visitavo per non rischiare di dimenticarli. Amo i nomi perché sono un promemoria per le storie da scrivere. Vivere immersa in una lingua straniera mi aiutava ad aprire nuovi orizzonti. Quei boschi, attaccati quasi con disperazione alle rocce che si tuffavano nel mare, erano come uno specchio per me. In quei tronchi aggrappati alla montagna leggevo la mia vita.”
“Finalmente ora che ho di nuovo trovato una sistemazione, sono più tranquilla e pronta ad accogliere Oscar, quando deciderà di tornare a casa. Gli ho scritto invitandolo a venire, ma non mi ha risposto. Forse un giorno busserà alla porta senza neanche avvertirmi, è nel suo stile.”

La Constance Lloyd di Laura Guglielmi è una donna coraggiosa, per nulla vittima della fama e delle scelte del marito. Una donna perfettamente consapevole di ciò che desiderava dalla vita, che ha voluto vivere pienamente, assumendosene i rischi. Una donna incredibilmente moderna, che emerge dalle pagine in tutta la sua vivacità intellettuale e in tutta la sua forza. Da allora molta strada è stata fatta dalle donne, ma molti passi sono ancora da fare all'interno della società perchè siano visibili e considerate al pari degli uomini. E restituire alla luce la storia di Constance Lloyd è stato uno di questi.


“Questa è la mia parte di verità. Così come è vero il mare che ho davanti a me in questo momento.”

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